Under the auspices of the Secretary General of the Council of Europe, Ms Marija Pejčinović Burić
Under the auspices of the Secretary General of the Council of Europe, Ms Marija Pejčinović Burić

Redazione

Sentenza Facchinetti c. Italia del 3 settembre 2020

Con la sentenza Facchinetti c. Italia, ricorso n. 3497/2009, la Corte europea ha dichiarato la violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione, ad opera dello Stato italiano in riguardo alla promulgazione della Legge n. 296/2006, che aveva negate alla ricorrente il il diritto a un equo processo. 
La Legge n. 296/2006 aveva introdotto un’interpretazione delle pertinenti disposizioni giuridiche che era diametralmente opposta al significato attribuito a esse dalla giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione (in particolare successivamente alla sua sentenza del 2004 – si veda Stefanetti e altri c. Italia(merito), nn. 21838/10 e altri 7, § 17, 15 aprile 2014).
La ricorrente ha lamentato che l’intervento legislativo – vale a dire la promulgazione della Legge n. 296/2006, che ha modificato la pertinente giurisprudenza consolidata nelle more del procedimento – le aveva negato il diritto, quale erede di S.B., a un equo processo ai sensi dell’articolo 6 § 1 della Convenzione, che recita: “Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente da un tribunale (…) chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile (…)”
Le circostanze della causa sono analoghe a quelle descritte nelle cause Maggio e altri c. Italia (nn. 46286/09 e altri 4, 31 maggio 2011) e Stefanetti e altri c. Italia (merito) (nn. 21838/10 e altri 7, 15 aprile 2014).

La sentenza è consultabile al seguente link.